Metodo · 6 min di lettura
Timestamp, testo semplice o pulito: quale formato ti serve?
Una trascrizione non è una cosa sola. Dallo stesso video possono uscire un documento con i tempi per sottotitolare, un testo pulito per leggere e una versione senza simboli per pubblicare. Scegliere bene l’output fa la differenza tra una trascrizione che riusi e una che ti fa penare.
Con timestamp: per navigare e sottotitolare
L’output con i tempi è predefinito per un motivo. Ogni riga porta un timecode che rimanda al video, così puoi saltare al momento esatto e i risultati di ricerca puntano a un secondo preciso.
I tempi sono indispensabili anche per i sottotitoli: SRT e VTT portano ora di inizio e di fine.
Senza timestamp: per leggere e ripubblicare
Quando vuoi le parole come prosa — per un articolo, appunti o un riassunto di studio — i timecode danno fastidio. Passando a «Senza timestamp» la colonna sparisce e le esportazioni TXT e Markdown lasciano cadere i [00:00].
La versione con i tempi non si perde mai: torna quando vuoi o esporta SRT o VTT, che includono sempre i tempi.
Pulito (senza simboli): per testi di canzoni e sottotitoli rumorosi
Le tracce di sottotitoli portano spesso marcatori non vocali. I video musicali sono l’esempio più chiaro: YouTube scrive «♪ Never gonna make you cry ♪», e i sottotitoli automatici aggiungono [Musica], [Applausi] o (risate).
Pulito (senza simboli) rimuove note musicali, simboli pittografici e tag tra parentesi quadre o tonde, così la riga si legge come parole semplici. È indipendente dai timestamp, quindi puoi combinare Pulito con output con o senza tempi.
Domande frequenti
Cambiare formato modifica l’originale?
No. Con/senza timestamp e Pulito cambiano solo ciò che leggi, copi ed esporti; la trascrizione salvata resta intatta.
Quale formato per i sottotitoli?
L’output con i tempi, esportato come SRT o VTT. Quei formati portano sempre ora di inizio e fine.
Posso combinare Pulito e timestamp?
Sì. Pulito è indipendente, quindi funzionano tutte e quattro le combinazioni.